Andiamo a conoscere meglio i genitori di Natasha Stefanenko: un legame familiare profondo, caratterizzato da ammirazione e tenerezza.
Boris e Svetlana, i genitori di Natasha Stefanenko, hanno dato alla figlia un grande esempio di amore duraturo, rappresentando inoltre per lei una base solida, malgrado dure prove e difficoltà , soprattutto a causa della malattia che ha colpito il padre, venuto a mancare a fine marzo 2026. Ecco cosa si sa su di loro.
Chi sono i genitori di Natasha Stefanenko: biografia e carriera di Boris e Svetlana
In base ai racconti condivisi dalla figlia, si conoscono alcune informazioni sui genitori di Natasha Stefanenko, come ad esempio le professioni svolte e la storia del loro amore.
Suo padre, Boris Stefanenko, ex ingegnere nucleare di origini bielorusse ed ucraine, (nato in campagna vicino a Mogilev), dopo la laurea, ha lavorato in una città segreta (chiusa/militare) vicino agli Urali, in un sito sovietico non segnato sulle mappe. È deceduto nel marzo 2026, a Mosca, dove viveva con la moglie.
Natasha Stefanenko ha annunciato con profonda commozione la scomparsa del padre, attraverso il suo profilo Instagram. L’uomo ha affrontato per anni una dura battaglia contro una grave malattia degenerativa, che ha finito per compromettere sia la mobilità (costringendolo sulla sedia a rotelle) sia, progressivamente, la memoria e l’autonomia. Qualche tempo prima della morte, le sue condizioni si sono ulteriormente peggiorate, tanto che Natasha nel febbraio 2026 è volata in Russia per stargli accanto.
Sua madre, Svetlana, di origini russe, ha lavorato come insegnante d’asilo (educatrice) nella città segreta di Sverdlovsk-45 (oggi Lesnoy), ossia nella stessa città chiusa sugli Urali, dove lavorava il marito Boris.
La famiglia Stefanenko per molti anni ha vissuto in un appartamento di cir a 80 mq insieme alla nonna (in cinque persone), nella città segreta sovietica circondata da filo spinato. Successivamente si è trasferita a Mosca. Svetlana ha continuato a vivere lì con il marito Boris, fino alla sua scomparsa nel 2026.
La storia d’amore tra Boris e Svetlana
Natasha, in varie occasioni, ha condiviso dettagli sulla storia d’amore dei suoi genitori descrivendola come di una favola romantica o una sceneggiatura di film. Il loro è stato un amore nato per caso su una pista di ghiaccio. Un rapporto cresciuto nonostante il contesto sovietico rigido, e durato oltre 60 anni, fino alla scomparsa di Boris.
Negli anni ’60, Boris, appena laureato in ingegneria nucleare, ricevette dal governo l’assegnazione della sua destinazione lavorativa, come accadeva nell’Unione Sovietica. Inizialmente doveva andare a Riga (Lettonia), ma poi si ritrovò allocato in una città segreta sui Monti Urali (Sverdlovsk-45, oggi Lesnoy), dove viveva già Svetlana. Boris arrivò insieme ad altri nove giovani ingegneri.
Nel tempo libero praticavano vari sport, tra cui il pattinaggio sul ghiaccio. Da novembre a marzo lo stadio del paese si trasformava in una grande pista. Proprio su quella pista avvenne l’incontro fatidico: Boris pattinava a folle velocità e colpì accidentalmente Svetlana, facendola cadere, e procurandole una ferita al ginocchio. Quando fece il giro successivo, la vide a terra sanguinante che gli inveiva contro.
Lui si fermò, lei rifiutò inizialmente il suo aiuto, ma da quel momento scoppiò tra i due la scintilla. Natasha ha raccontato che fu amore a prima vista (o quasi): “papà era bello come un attore degli anni ’60, mamma aveva un carattere forte da vera protagonista”.
Dopo un lungo periodo di fidanzamento, i due si sposarono il 4 luglio 1964. Svetlana organizzò il matrimonio nei minimi dettagli: fiori, vestito, orari degli ospiti e dei parenti. Boris invece arrivò in moto, correndo per non fare tardi, ma si presentò con le labbra spaccate, il vestito sgualcito ed un’ora di ritardo. Svetlana lo fulminò con lo sguardo, ma lo sposò lo stesso.
Un anno dopo il matrimonio nacque la sorella maggiore di Natasha, Elena, poi arrivò Natasha (1969). La famiglia per anni visse in un appartamento di circa 80 mq assegnato al padre per il suo lavoro sensibile come ingegnere nucleare. Nonostante le difficoltà della vita nella città chiusa sovietica (controllata, isolata, con filo spinato), Natasha ricorda quel periodo con grande tenerezza e sorrisi.
Nel tempo il legame dei suoi genitori è rimasto solido, anche dopo il trasferimento a Mosca e negli anni della malattia di Boris, hanno continuato a rappresentare per Natasha un esempio di unione ed affetto profondo.
Curiosità sui genitori di Natasha Stefanenko
– Parlando di suo padre Boris, Natasha ha detto di aver ereditato da lui l’autoironia. Lo ha descritto come una persona positiva e capace di sdrammatizzare, anche le situazioni più difficili.
– Natasha Stefanenko ha confidato che da bambina la era innamorata di lui e lo vedeva come un supereroe invincibile. Anche durante la malattia degenerativa, che gli ha tolto mobilità e memoria, la figlia ha parlato di Boris, come di un uomo che le ha continuato ad insegnare: dignità , coraggio ed amore anche nella fragilità .
– Natasha ha svelato di aver affibbiato alla madre un soprannome affettuoso: “il generale”, per il suo controllo maniacale.
– Dai racconti condivisi pubblicamente dalla figlia, Svetlana è descritta come una donna protettiva, forte e con un carattere deciso. Ma anche come la colonna della famiglia durante la vita nella città segreta e negli anni successivi.
– Natasha ha spesso sottolineato quanto i suoi genitori le abbiano insegnato il valore della famiglia, della resilienza e dell’amore quotidiano, anche nelle difficoltà .
– Svetlana su Instagram ha condiviso diversi momenti di vita familiare, a testimonianza del profondo affetto e legame che ha trasmesso alle figlie ed ai suoi nipoti.